Fotoromanzo a Miami, a caccia di unicorni, tra Mojito e Street Art

Wynwood è un quartiere di Miami, famoso per la Street Art, diffusa lungo i muri degli edifici di tutta la zona, che perciò risulta estremamente variopinta e allegra, anche dal punto di vista dei frequentatori e dei localini caratteristici, sparpagliati tra le vie.

Usciti da “Pummarola“, per accendere la curiosità delle due piccole pesti, ho annunciato: “Ora andiamo a vedere un posto pieno di disegni coloratissimi e gi-gan-te-schi! Grandi quanto delle case!”

“Papà?”

“Sì?”

“Ma ci saranno anche dei disegni di unicorni?” Ha chiesto la più piccola, in profonda Fase Unicorniana Mistica.

“Possibile! Ma potrebbero essere nascosti. Sai che loro sono timidi. Ti va di aiutarmi a cercarli?”

Wynwood ci ha sorpresi oltre ogni nostra immaginazione.
È stato come passeggiare circondati da un’autentica galleria d’arte a cielo aperto.
Da rimanere a bocca spalancata.
Ma lasciamo parlare le immagini, indiscusse protagoniste di questa gita sorprendente: come si fa a non restare incantati, di fronte a muri come questo nella foto qui sotto?

Proseguiamo la nostra camminata alla ricerca di unicorni nebulizzati e ci imbattiamo in questo giardino favoloso, chiamato “Wynwood Walls”:

Ingresso a pagamento, adulti 10 dollari, bambini sotto i 12 anni gratis.
Voci di corridoio ci comunicano che, fino a poco prima del lockdown, l’ingresso era libero.
Noi, nati senza camicia, possiamo comunque affermare che ne stravale la pena, per poter ammirare a pochi centimetri dal vostro nasino opere immense come questa:

O bizzarre, come questa:

Frattanto però, purtroppo, dei leggendari unicorni dipinti a spray, nemmeno l’ombra.
Io e la Vivi ci prendiamo giusto il tempo per riposarci con un bel Mojito, in uno dei tanti locali folcloristici della zona, le piccole pesti con un gelato da Versace, e – per mille tiri liberi! – ci ritroviamo faccia a… facciona con una figura altrettanto leggendaria:

La caccia agli unicorni graffitati prosegue senza sosta, ma tutto quello che riusciamo ad avvistare è solo una pur rarissima zebra unicornata.
O unicorno zebrato?

Fuochino.
E allora di nuovo a caccia: finché non ne troveremo uno, non avremo pace:

Attraversiamo ponti pericolanti, sospesi su cieli e nuvole:

Ancora nulla.
Quando, ad un certo punto, chi ti incrociamo?
Uno street artist, in carne e ossa, colto in flagranza di graffito!

La Piccola Peste Cacciatrice di Unicorni, col suo tipico fare impudente, vorrebbe provare a chiedere al graffitaro se conosce o ha mai avvistato un unicorno colorato a tutta parete.
Audace.

Ma l’artista è molto concentrato nel suo (capo)lavoro. Continua a spruzzare spray. Meglio non interromperlo.

O potrebbe finire per darci una risposta sibillina, tipo vaticinio da oracolo pagano:

Cara bambina,

se cerchi l’unicorno,

trova una panchina

e poi guardati intorno.

“Papà, mamma, sarà questa la panchina?” “Non lo so, prova a chiedere alla signora.” “Ma papà, la signora è solo disegnata!” “D’HO!”

Tempo di tornare a casa.

“Papà, mamma, ma gli unicorni?”

“Ehm, oggi devono essersi nascosti davvero bene, in effetti… però alla fine Wynwood ti è piaciuta lo stesso, no?”

“Yes dad, I love Wynwood, but… Where are the unicorns?…”

“Ti prometto che la prossima volta li troveremo. Adesso sei stanca, vieni, riposiamoci un po’, prima di tornare alla macchina.”
E ci siamo seduti su questa panchina:

P.P.

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