Italians in Miami

Scorcio di Miami.

Un mercoledì di febbraio siamo dovuti andare tutti al Consolato Generale Italiano di Miami, per rinnovare il passaporto di Corinne.
Tutti tranne la nostra gatta Milù, che ha preferito aspettarci a casa, perché soffre il mal d’auto.

Sbrigato l’appuntamento al mattino, ne abbiamo poi approfittato per visitare un frammento della città, come ci piace fare ogni volta che per qualche motivo capitiamo dalle parti di questa metropoli così vivace e frizzante.

Ora di pranzo. Quando viaggiamo, un solo dogma: provare il cibo locale, che, nel caso di Miami, avrebbe da offrire una vastità di soluzioni pressocché infinita.

Quindi: evitare assolutamente i ristoranti e il cibo italiano.

Detto, fatto: subito dopo il disbrigo della pratica burocratica italica, come dei banditi spudorati, abbiamo assaltato e svaligiato… “Pummaròla”, una piccola pizzeria napoletana, dotata di forno a legna, molto caratteristica. Una minuscola briciola d’Italia verace in terra straniera.

L’interno di “Pummarola”, con la sua vera mezza Fiat 500 appesa al muro e in fondo il forno a legna. In USA, due leggende. Cioè, una leggenda e mezza.

Abbiamo ordinato per undici persone, e acquistato anche prodotti da portare a casa, come scorta.

Così, mi sono accorto all’improvviso di non essere più un forestiero in viaggio all’estero, che deve cercare assolutamente di assaporare le specialità del posto, sicuro che difficilmente potrà tornarci.
Al contrario, semmai, sono diventato un semplice residente floridense, che, se si trova di fronte alla possibilità rara di assaggiare qualche sapore italico, cerca di afferrare quell’unica occasione al volo, perché chissà quando gli ricapita e quanto dovrà aspettare per poter riassaporare una pizza cotta come si deve, con il bordo leggemente bruciacchiato, e sopra gli ingredienti tradizionali originali, come il Prosciutto Crudo di Parma, la Burrata sciolta e le foglie giganti di basilico fresco a sciorinare profumo d’Italia ovunque.
A seguire, pizza fritta, panuozzo e crepes alla Nutella.

Sì, sì, eravamo io, la Vivi e le due piccole pesti.

‘Mbeh?

E, giuro, abbiamo provato un forte senso di gratitudine nei confronti del titolare di quel posto, che ci ha permesso di respirare, dopo tantissimo tempo, l’aria di casa. Non so cosa possa aver pensato di noi, soprattutto dopo che gli abbiamo anche comprato una confezione di… Pan di Stelle. Ancora un po’ e mi infilavo in tasca pure lui.
Vabbè, su, è stato solo un momento di debolezza. La carne è debole, come si dice. La carne del Crudo Di Parma poi, quella è tenerissima.
Può capitare, no?
E del resto, i dogmi sono fatti per essere infranti, no?

Credit: ringrazio l’amica connazionale di Miami, Tiziana, per la dritta! Ciao Tiziana!

Usciti da questo stargate napoletano DOP, abbiamo deciso di avventurarci per un quartiere di Miami chiamato Wynwood, ignari del fatto che stavamo per attraversare un altro incredibile stargate.
Ma questa è un’altra storia, o meglio il prosieguo della stessa storia, foto-raccontata in questo post… FA-VO-LO-SO!
:-p

P.P.

2 pensieri su “Italians in Miami

  1. Pingback: Turisti per un giorno a Miami – USA Coast to Coast

  2. Pingback: Fotoromanzo a Miami, a caccia di unicorni, tra Mojito e Street Art | Provenzano's Blog

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