Cambiamo il cambio!

Appassionato incallito di viaggi on the road, nella mia vita ho percorso infinità di chilometri alla guida di macchine, moto, camper, ecc.: da una lontana Torino-Barcellona, guidata in gioventù, su un mitico Pandino color verde palma, passando per uno sconclusionato vagabondaggio tra i Paesi dell’Europa dell’Est, a bordo di una Punto, per continuare col viaggio di nozze in Australia, al volante di automobili col cambio automatico e la guida a sinistra.

Insomma, se Archimede poteva dire: “Datemi una leva e solleverò il mondo!”, io posso dire: “Datemi un motore e… girerò il mondo!”
Ho guidato quasi ogni mezzo di trasporto, ma più di ogni altro, l’automobile.
E posso quindi dire anche: “Ne ho viste di cose che voi automobilisti…”
Anche il mio povero fondoschiena può testimoniarlo.
Nonostante questo, non ho ancora smesso di inghiottire miglia e non ho alcuna intenzione di appendere le chiavi al chiodo.
Ok, si è capito, credo: mi piace guidare.


Da quando mi sono abituato a guidare le auto americane col cambio automatico, il perdurare di quello manuale nelle auto europee rimane per me un mistero incomprensibile: le implicazioni positive per il guidatore, dovute alla presenza del cambio automatico, sono talmente innumerevoli che non saprei da dove cominciare a elencarle.
Eppure, se appena provo a farlo presente agli amici italiani, vengo abbattuto da sguardi e sonore risate, per poi essere zittito con una frase lapidaria:

“Guarda che guidare deve essere anche un divertimento, eh!”

Sottinteso: se non puoi scalare le marce per entrare sparato in una curva, o per sorpassare la tartaruga con la coppola in testa che guida davanti a te, che senso ha guidare?
Perché, prima di tutto, uno la macchina se la compra per correre a Indianapolis, o partecipare al GP di Monza, no?
Succede tutti i giorni, infatti. Soprattutto negli ultimi anni, dove gli autovelox in Italia sembrano piazzati persino nei bagni degli Autogrill, o nascosti nelle camere da letto di ogni cittadino dotato di patente.
Tutti Nuvolari.

“Sì, ma guarda che l’auto con il cambio automatico costa mediamente mille euro in più, eh!”

Vero.
Questo però accade SOLO nel mercato europeo.
Il cambio automatico ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni Quaranta del ‘900. Non proprio l’altro ieri.
Infatti, in USA, la piaga del cambio manuale è stata debellata ormai dallo scorso secolo: oggi esistono soltanto auto col cambio automatico, per tutte le tasche. Il cambio manuale è scomparso naturalmente, come avviene per qualsiasi altra tecnologia sopraffatta dall’obsolescenza.
Per esempio, se voglio guardarmi Guerre Stellari o Matrix, mi reco in un bel multisala, possibilmente 3D, non ricorro certo al kinetoscopio, che ormai si può ammirare solo al museo del cinema.

Al contrario, l’eccentrico acquirente americano che desidera provare il brivido di vivere ancora nello scorso Millennio, lui sì che dovrà sborsare mille dollari in più per ottenere il suo confortevolissimo e avveniristico cambio manuale, sulla sua macchina… d’epoca.
Con l’aggiunta di altri 1000 Fiorini, vengono anche integrati due cavalli da traino nel caso in cui si voglia poi passare direttamente alla diligenza, per una guida ancora più retrò.
Le briglie sono in regalo!

Nel frattempo, in un mondo parallelo di una galassia lontana lontana, agli esami di guida pratica, i patentandi vengono ancora barbaramente torturati con uno dei test più critici, ossia la temutissima partenza in salita… usanza medievale totalmente inutile se si ha il cambio automatico, tanto che, anche grazie a ciò, per un europeo, superare il test di guida in USA, risulta semplice come mangiare un cannolo siciliano.

E, sempre nel frattempo, in quello stesso mondo parallelo di quella galassia lontana lontana, continuano a fioccare accesi dibattiti su come ridurre il numero degli incidenti stradali e aumentare la sicurezza delle auto.
Non importa se, grazie al cambio automatico, il conducente non ha mai bisogno di staccare le mani dal volante per cambiare marcia.

Ancora: si finanziano studi su come diminuire lo stress degli automobilisti ingolfati nel traffico e si eseguono approfondite ricerche su come curare le articolazioni sinistre infiammate, a causa delle sfrizionate ripetute nelle ore di punta, che si fanno sempre più… appuntite.

Mah.

Finora, ho affrontato l’argomento con tantissimi miei cari amici appassionati di motori, ma nessuno ha saputo darmi una risposta convincente e soprattutto imparziale.

Ora che non ho più amici, lo chiedo a voi lettori: se qualcuno riesce a fornirmi una spiegazione tecnica esaustiva, è il benvenuto…

(P.P.)

2 pensieri su “Cambiamo il cambio!

  1. Pingback: Guidare in Italia vs guidare in USA – USA Coast to Coast

  2. Pingback: L’automobilista abitudinario | Provenzano's Blog

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