Un’intervista piccola piccola

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L’avviso di convocazione alla premiazione del contest vinto da Micol.

Una persona impara quanto poco sa, quando suo figlio inizia a fargli domande“. (Richard L. Evans)

Cara figlia mia.
Mi hai reso drammaticamente consapevole della mia crassa ignoranza fin da quando hai cominciato, molto, troppo presto, a pronunciare le tue prime paroline – già accessoriate di congiuntivi perfettamente coniugati – che spesso assumevano la forma di interrogazioni indigeste, che neanche la mia prof di mate al liceo.
Nell’arco di circa sei anni, sei riuscita a ridurre la mia autostima da tuttologo a nullologo e il mio titolo di studio a: Certificato di Nascita.
Pertanto, in occasione del premio che hai vinto a scuola, per un concorso lanciato dal distretto di polizia della nostra città, ho voluto invertire un po’ i ruoli e restituirti con gli interessi questi tuoi sei anni di domande marzulliane.
Ne è scaturita la seguente “intervista”.

IO: Micol, è vero che hai vinto un contest?
MICOL: Sì.
IO: E che cosa bisognava fare per vincerlo?
MICOL: Ehm, disegnare un’invenzione per aiutare la comunità.
IO: E tu che cosa hai disegnato?
MICOL: Un’invenzione che ti porta indietro nel tempo ormai passato.
IO: E perché?
MICOL: Perché alcuni credono che i dinosauri siano ancora qui, vivi, però si nascondono.
IO: E invece?…
MICOL: Sono morti!
IO: Tuttiii???
MICOL: Sì!…
IO: Ma come fai a sapere che esistono delle persone che credono che i dinosauri sono ancora vivi? Chi te lo ha detto?
MICOL: Ehm… l’ho visto in un museo di dinosauri. Però c’erano anche altre persone che pensavano qualcos’altro.
IO: Tipo?
MICOL: Che nessun dinosauro sarebbe stato in grado di superare la seconda elementare.
IO: He-he, beh, questo è possibile, dai! Oppure, ricordi altre strane teorie?
MICOL: No. Però mi ricordo quelle vere.
IO: Cioè? Cosa intendi?
MICOL: Che si sono ammalati.
IO: Di cosa?
MICOL: Non si sa ancora.
IO: Altre teorie vere?
MICOL: Eruzioni vulcaniche e… asteroidi.
IO: Ma che museo era?
MICOL: Il Dinosaur Park! Ci siamo andati insieme questa estate, ricordi?
IO: E quando hai vinto il contest, dove sei andata, per ritirare il premio?
MICOL: Sono andata da Target, con lo sceriffo.
IO: Ma chi ti ci ha portata da Target e dallo sceriffo?
MICOL: Tu, papà!
IO: Ah, ecco. E cosa avete fatto tu e lo sceriffo da Target?
MICOL: Abbiamo comprato un carrello pieno di giocattoli nuovi.
IO: Quali giocattoli?
MICOL: Ok, abbiamo comprato diversi cavalli… due sorpresine… ho comprato qualcosa anche per Corinne…
IO: Anche per Corinne!
MICOL: Sì, quello di Elsa e il Nokk
IO: E perché hai comprato qualcosa anche per Corinne?
MICOL: Perché sapevo che anche lei voleva qualche regalino.
IO: Ma quanto avete speso in tutto???
MICOL: Ehm… duecento dollari.
IO: Uau… E ti è piaciuta questa esperienza?
MICOL: Sì.
IO: Micky, grazie per questa intervista, congratulazioni per il premio, ti auguro di poterne vincere tantissimi altri!
MICOL: Grazie…

La osservo allontanarsi da me, divertita dall’intervista.
La disinvoltura con la quale mi ha raccontato questa esperienza, e con la quale si è accomiatata da me, mi fa pensare che per lei tutto questo sia già parte di un “tempo ormai passato”, oserei dire giurassico.
Resto a riflettere, in compagnia dei dinosauri, a come, in fondo, non abbiamo molta scelta: per approdare a qualsiasi tipo di traguardo, non ci resta che cercare sempre di vivere la miglior vita possibile, come sanno fare così bene i bambini, senza starci a pensare troppo su.
Non è semplice, certo, ma vale comunque la pena provarci.

P.P.

Un pensiero su “Un’intervista piccola piccola

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