Thank you, dear teacher!

Questo non sarà un post sul Coronavirus, non lo voglio neanche nominare, anche se in realtà l’ho appena fatto. Questo vuole essere un post sulle emozioni. Le piccole emozioni forti. Quelle che piacciono tanto agli americani. I quali, è vero, nella vita di tutti i giorni, sembrano essere molto distaccati e a volte quasi privi di sentimenti, ma poi sanno scegliere quel momento, quell’unico momento perfetto, per lasciarsi andare, emozionarsi fino in fondo, nel bene e nel male.

Oggi, è stata una giornata molto particolare, che difficilmente potrò dimenticare: dopo circa due mesi dalla chiusura delle scuole e l’inizio dell’homeschooling e l’insegnamento da remoto, dovuto alla quarantena forzata, è stato il giorno del saluto alla maestra. Mentre sto scrivendo, sono ancora emozionato. Come lo è stata lei, che attraverso quegli occhi gonfi di lacrime continuava a sorridere e dire THANK YOU ALL.

Per l’occasione, è stato organizzato dai genitori un evento veramente particolare, che alla fine ci ha scosso un po’ tutti, nel suo essere così semplice, festoso e… definitivo (qui, il passaggio dal kindergarden al first grade segna una sorta di spartiacque, che per alunni e insegnante significa quasi un addio, più che un arrivederci): una parata di automobili (“car parade“), tutte addobbate di bandiere USA e palloncini, cartelli colorati di parole che descrivevano la maestra in tutte le sue qualità più genuine, hanno sfilato in rigoroso ordine alfabetico di qualità, in un parco, dove la maestra, ignara, stava trascorrendo del tempo con suo marito, complice della sorpresa.

Abbiamo avuto la fortuna di essere la seconda auto della sfilata (con i cartelli “CHEERFUL” e “DEDICATED”), ma non possediamo foto di questo evento, proprio a testimonianza del fatto che le emozioni sono state talmente forti che non abbiamo pensato nemmeno lontanamente di scattarne una. Nonostante ciò, sono sicuro che si tratti di emozioni e ricordi che ci porteremo nel cuore per sempre.

Personalmente, mi rimarranno impressi nella memoria alcuni piccoli momenti: come quando abbiamo aperto la capote della nostra auto e i palloncini attaccati ai poggiatesta sono come esplosi verso il cielo, per cercare di volare via; o quando ci siamo fermati strombazzando davanti alla maestra e Micol, tutta contenta di rivederla finalmente dal vivo, ha cominciato a salutarla con una mano, mentre con l’altra sventolava una bandierina tricolore; oppure la voglia incontenibile di abbracciarsi, senza poterlo fare, ma che si leggeva negli occhi di tutti; o ancora, la spensieratezza e la felicità dei bambini, finalmente “sguinzagliati” nei prati del parco, lasciati liberi di correre insieme dietro ad un pallone, come se il tempo passato chiusi in casa per loro non fosse mai trascorso.

THANK YOU, DEAR TEACHER!

Ti dobbiamo un abbraccio.

P.P.

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